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Camelia sinensis

Camelia sinensis

Il tè verde.

Adieta presenta a partire da questo mese una serie di monografie dedicate agli alimenti di notevole interesse per la salute umana.
Iniziamo dal tè verde, di cui ci siamo occupati parecchie volte nel corso dei nostri appuntamenti, e che, a parer nostro, è la sostanza più studiata nel corso degli ultimi anni.

Il è una pianta arbustiva (Camelia sinensis) della famiglia delle Teacee e dell’ordine delle Guttiferali, già coltivata in Cina e in Giappone fra il IV e l’ VIII secolo d.C.
Da lì si diffuse in India, in Indonesia e a Ceylon. È coltivata per le sue foglie dalle quali si ottiene per infusione l’omonima bevanda.

Le foglie contengono caffeina (o teina, 2- 4 %, 20-30 mg circa per una tazza), catechine (fino al 10 %, talvolta indicato come tannino) e sostanze aromatiche e vengono raccolte al terzo anno di vita della pianta. La pianta del tè è coltivata in più di 30 paesi al mondo. È ormai noto che il tè è la bevanda più utilizzata al mondo dopo l’acqua, con un consumo medio pro capite di circa 120 ml/die. La differente lavorazione delle foglie dà origine ai differenti tipi di : verde, nero ed oolong.

La maggior parte del prodotto è del tipo “nero” ed è consumato in Europa, Stati Uniti, India ed Australia; il tè verde è invece preferito in Cina, Giappone, Estremo Oriente, Arabia ed alcune zone dell’Africa settentrionale. Il tè verde o vergine (Camelia thea) è una bevanda ricavata dalle foglie più giovani e dai boccioli vergini, senza ricorrere alla fermentazione, che pur donando al il colore ed il particolare aroma, lo priva di importanti elementi (soprattutto antiossidanti) e ne aumenta il contenuto di teina (sostanza molto eccitante simile alla caffeina).

Per produrre il tè verde, le foglie fresche raccolte vengono rapidamente trattate con vapore o a secco per inattivare gli enzimi, prevenire la fermentazione e dare origine ad un prodotto secco stabile.

Quello che beviamo normalmente in Occidente è il tè nero: le foglie, dopo essere state raccolte, sono scaldate all’aria per un giorno, arrotolate e fatte fermentare in luoghi umidi (un processo che fa perdere gran parte dei principi attivi della pianta).
Se invece le stesse foglie, appena raccolte, vengono “lavate” a vapore e subito seccate per impedirne la fermentazione, si ottiene, appunto, il tè verde.

Grazie a questa lavorazione al loro interno rimangono maggiori quantità di catechine ed altri polifenoli ( i componenti più attivi e salutari) e si perde un po’ di teina (o caffeina). Il tè verde, insomma, è un concentrato di sostanze preziose.
Per mantenere inalterati i principi attivi, però, bisogna saperlo preparare correttamente: l’acqua bollente, infatti, deteriora le foglie di tè verde, e poi bisogna ricordarsi di non aggiungere latte, perché proprio la caseina del latte rischia di neutralizzare i polifenoli, le componenti più benefiche del tè verde.

Come accennato, il tè verde contiene prevalentemente catechine ma contiene anche: bioflavonoidi, tannini, saponine, vitamine (C,B,E,K), betacarotene, minerali (Zinco, Manganese, Potassio, Magnesio), alcaloidi, polifenoli.
Una tipica bevanda a base di preparata con 1g di foglie in 100ml di acqua, in infusione per 3 minuti, di solito contiene circa 250-350 mg di tè solido, comprendendo circa il 30-42% di catechine e 3-6% di caffeina.
Catechine Le catechine sono una categoria di potenti flavonoidi antiossidanti, le quali si trovano in molte piante e conferiscono il suo caratteristico colore e sapore.
Il tè verde, grazie alle catechine, ha proprietà antiossidanti e agendo sull’enzima HMG-CoA-reduttasi può ridurre il tasso di colesterolo.
Alcune ricerche affermano che contrasterebbe l’Helicobacter pilori responsabile dell’ulcera.
Aumenterebbe la concentrazione mentale e ridurrebbe il senso di affaticamento, incrementando l’utilizzo dei grassi a scopo energetico (ne conseguirebbe perciò una riduzione del grasso corporeo, anche se minima: per avere un’azione efficace occorre berne circa 1 litro al giorno).

A differenza di altre erbe, il tè verde mantiene almeno in parte ciò che promette ed essendo una bevanda gradevole può essere impiegato senza problemi (è solo sconsigliato a chi soffre in modo particolare gli eccitanti); chi impiega le foglie utilizzando una infusiera può utilizzarle almeno due o tre volte.

I risultati degli studi epidemiologici

I dati disponibili relativi agli effetti del sulla salute derivano principalmente da studi epidemiologici che hanno delineato un rapporto di proporzionalità inversa tra consumo di tè verde ed insorgenza di tumori nel tratto gastro-intestinale.
Uno studio condotto su un campione di soggetti olandesi, ha mostrato una associazione tra una dieta molto ricca in flavonoidi (61% dal tè, 13% da cipolle, 10% da mele) ed un ridotto rischio di malattie cardiache.
Una successiva indagine, sullo stesso campione di soggetti, ha evidenziato una riduzione del 69% del rischio di infarto tra coloro che assumevano almeno 4 tazze di al giorno.
Un recente studio caso-controllo su 340 soggetti con storia di infarto, condotto negli Usa, ha mostrato una riduzione di circa il 50% del rischio di infarto tra i consumatori di una tazza almeno di al giorno rispetto ai soggetti che non ne consumano affatto.

Inoltre, uno studio recente in vivo ha riferito che l’assunzione di 8 tazze di tè verde (0.5 g di tè solido/tazza) al giorno per almeno 3 giorni, porta ad avere una quantità di catechine legate alle LDL plasmatiche maggiore del 10% delle catechine plasmatiche totali, ma ciò non è sufficiente ad aumentare la resistenza delle LDL all’ossidazione.
Nonostante questi risultati contrastanti si ritiene che le catechine abbiano un potente effetto inibitorio sull’ossidazione delle LDL sia in vitro che in vivo; il consumo giornaliero di catechine (equivalente a 740 ml di tè=7/8 tazze) per una settimana prolunga significativamente nell’uomo il tempo di latenza dell’ossidazione delle LDL.
Nel 1986, Muromastu e altri, per primi, dimostrarono come su ratti svezzati nutriti con una dieta ricca di colesterolo contenente un insieme di catechine, l’escrezione fecale di colesterolo aumentasse significativamente.
Numerosi studi suggeriscono la possibile inibizione da parte delle catechine sugli enzimi lipolitici pancreatici, ecco perché interferirebbero sulla digestione e sull’assorbimento dei lipidi.

I polifenoli del tè ed il rischio di malattie coronariche

L’effetto preventivo del consumo di tè verde nell’aterosclerosi e nelle malattie coronariche. Il consumo di è inoltre utile nel ridurre il rischio di ipertensione.
In uno studio a lungo termine olandese, il consumo di fu associato a un più basso rischio di morte per patologie coronariche e una maggiore incidenza di ictus. In un altro studio olandese follow-up, fu osservata una inversa associazione tra assunzione di e aterosclerosi aortica severa.

Tè e cancro

Il viene considerata una bevanda protettiva nei confronti del cancro come dimostrato in modelli animali. Questi modelli includono i tumori di pelle, polmone, esofago, stomaco, fegato, piccolo intestino, pancreas, colon, vescica, prostata e glande.
Il ha un’attività inibitoria contro la cancerogenesi quando viene somministrato all’inizio.
In uno studio caso-controllo condotto in Cina, il frequente consumo di tè verde si è dimostrato associato ad una incidenza più bassa del tumore all’esofago, soprattutto tra coloro che non fumavano e non consumavano alcol.
Studi in Giappone, Turchia del nord e Svezia centrale hanno dimostrato l’effetto protettivo del tè contro il tumore allo stomaco. In Giappone le donne che consumavano più di 10 tazze (2 litri) di tè al giorno, hanno mostrato un minor rischio per tutti i tumori e un aumento del consumo di tè fu associato ad un più basso rischio di metastasi tumorali e di ricadute.
Numerosi altri studi invece non mostrarono alcuna relazione tra consumo di e cancro. Ad esempio nel “Netherland Cohort Study on Diet and Cancer”, il consumo di tè nero non mostrò alcun effetto sui tumori a stomaco, colon-retto, polmone e mammella. Sembra che i maggiori reports che mostrano gli effetti positivi del tè, siano condotti tra gli Asiatici che bevono principalmente tè verde, mentre gli studi sugli Europei che bevono tè nero hanno evidenziato meno effetti protettivi.
Ciò è dovuto al fatto che l’attività protettiva del tè verde è più forte di quella del tè nero.

Tè verde e malattie neurologiche

Due tazze al giorno aiuterebbero a prevenire da Parkinson e Alzheimer. Berlo regolarmente sarebbe una specie di elisir di giovinezza per il cervello.
I ricercatori dell’Università di Tohoku, in Giappone, sostengono che più tazze di si bevono, minore è la perdita delle facoltà cognitive.
Nelle foglie della bevanda ci sono anche alcuni componenti che sono in grado di proteggere le cellule cerebrali dai danni tipici delle malattie neurodegenerative.
Le conclusioni spiegherebbero le insolite percentuali, particolarmente basse, di forme di demenza senile in Giappone dove, da secoli, il tè verde è un rito oltre che una piacevole abitudine.

Dieta e salute

Sulla base di tutte queste considerazioni fin qui fatte, ricordiamo le multi proprietà del tè verde: Regolazione del metabolismo – Ha effetti ipoglicemizzanti, riduce l’assorbimento degli zuccheri ed induce una importante attività lipolitica che favorisce l’eliminazione dei grassi dagli adipociti per stimolazione enzimatica;
Toniche – Induce rilevanti effetti anti stanchezza;
Rimineralizzanti – Utile per pelle, capelli e ossa;
Antiossidanti – Combatte efficacemente i radicali liberi, fa parte degli alimenti utili nella prevenzione dei tumori, rallenta i processi di invecchiamento, risulta utilissimo per tamponare gli effetti negativi del fumo;
Immunitarie – Risulta utile al rafforzamento del sistema immunitario;
Alcaline – Neutralizza l’acidità di stomaco;
Anti carie – Per l’azione del fluoro
Amico delle dieta – riduce l’assorbimento dei grassi. I suoi estratti fanno salire in maniera significativa il consumo giornaliero di calorie (circa il 4%). Effetto dovuto ancora una volta dalle catechine.
Ottimo nella menopausa – E’ stata pubblicata una ricerca sull’American Journal of Clinical Nutrition in cui si dice che una tazza di tè verde al giorno aumenta la densità ossea nelle donne in menopausa.

e inoltre: assicura un buon funzionamento del fegato, dei reni, mantiene costante il ritmo cardiaco, protegge dalle infezioni digestive e respiratorie, abbassa la pressione sanguigna, facilita la digestione, aiuta nel mal di testa, nell’esaurimento, nei dolori reumatici, rende innocui certi veleni ambientali, abbassa il rischio di infarto, è utile nelle malattie epatiche, ha un’azione distensiva sul sistema nervoso, è efficace contro la diarrea ed il bacillo del Colera e della Salmonella, regola il flusso biliare, protegge dalle radiazioni e dallo Stronzio 90, riduce la peristalsi intestinale, ha una leggera azione astringente, riduce le reazioni infiammatorie da raggi ultravioletti, accelera tutti i processi di guarigione, previene l’alito cattivo, indicato nella osteoporosi, ha un leggero effetto diuretico ed è quindi utile in chi soffre di disfunzioni renali.

Contiene derivati polifenolici ( flavonoidi, acido clorogenico, caffeico, tannini) che conferiscono al tè verde un’azione meno dannosa rispetto all’alta percentuale di caffeina del caffè.
La caffeina, o la teina, sono gli stimolanti del Sistema Nervoso Centrale, aumentano la concentrazione, l’attenzione e la vigilanza. In più il tè sembra abbia un’azione coagulante, cioè aiuta la coagulazione del sangue per la presenza della vitamina K e aiuta quindi la cicatrizzazione delle ferite. Come uso esterno il tè verde ha attività lenitiva, antipruriginosa ed emostatica sulle ferite.

da:www.adieta.it

3 thoughts on “Il tè verde, studio sulle qualità e Principi attivi.

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