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…Capita spesso di vedere, durante programmi culturali, di viaggio e simili, che nel deserto, quandl il sole picchia, (e picchia!) gli indigeni usano farsi un tè caldo. Per noi (occidentali) è una cosa quasi inconcepibile. Noi, abituati al refrigerio istantaneo, mediante condizionatori, impianti di climatizzazione, o alle bibite fredde, gassate….
ma come è possibile? Perche i Touareg, i Berberi sotto un sole cocente e una temperatura molte volte sopra i 45°, si fermano, accendono il fuoco, e si preparano un bel tè caldo alla menta? E poi, ovvio, lo bevono?
La risposta è abbastanza semplice: in primo luogo oltre a rifornire il corpo di acqua e zucchero, il tè bollente provoca l’immediata dilatazione dei vasi sanguigni superficiali che in questo modo liberano più facilmente il calore attraverso la pelle. In secondo luogo, quando fa caldo la nostra temperatura corporea aumenta: se beviamo bibite ghiacciate la sensazione di fresco è solo apparente in quanto il nostro corpo si raffredda ma di conseguenza aumenta il divario fra la nostra temperatura e quella esterna e dopo poco sentiamo ancora più caldo. Se beviamo bibite calde invece all’inizio sentiamo caldo ma dopo un pò proviamo una leggera sensazione di freschezza in quanto essendo divetati più caldi della temperatura circostante il nostro corpo cede calore.
Quindi, una ragione esiste…e sembra un beneficio, non una tortura !
rif: Lionella, forumfree.
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Il tè LONG CING è probabilmente una delle piu famose varietà di tè verde cinese.
E, come tutte le cose buone e/o belle, è spesso copiato e contraffatto. Il vero tè Lung Ching deve avere il carattere di provenienza sotto descritto, e soprattutto, ahinoi, non puo avere un costo troppo basso, sia per il metodo di lavorazione (ancora quasi tutto manuale) e sia per la poca vastità della zona di produzione….
Coltivato nella zone del Hangzhou , nella provicia cinese di Zhejiang, viene prodotto in gran parte a mano ed è rinomato per la sua alta qualità, per il suo liquore unico e leggendario.
Il vero Long Jing è il “tè nazionale della Cina” ed è spesso offerto agli ospiti come segno di benvenuto.
Dal punto di vista botanico, Presenta foglie piatte e non arrotondate. E dopo il raccolto, subisce una particolare essiccazione a calore moderato, effettuata manualmente in padelle semisferiche di ferro. Il raccolto inizia in primavera, prima del periodo delle piogge, scegliendo le foglie più giovani e tenere, che danno all’infuso un colore verde smeraldo con sapore fresco e delicato.
Il tè, durante l’infusione, produce un liquore colore giallo-verde, e, un dolce, puro aroma e un ricco sapore . Il Long Ching contiene Vitamina C , aminoacidi , ed è uno dei tè a più alta concentrazione di catechine, secondo solo al tè bianco.
Il suo nome significa ” pozzo del drago “.
Anche Lu Yu nel suo “Canone del Te’ ” lo cita per il gusto maturo e delizioso, con retrogusto dolce, e il color verde giada delle foglie. Da gustare in ogni momento della giornata anche come digestivo.
Narra la leggenda, o meglio una delle leggende che riguardano questo tè, che durante la dinastia Qing all’imperatore Qing-Long in vista alla montagna Shi-Feng, fu servito questo tè. Il sovrano fu così colpito dall’aroma e dal sapore della bevanda che il monaco che aveva preparato l’infuso lo invitò a visionare il giardino in cui crescevano 18 piante di tè. Purtroppo durante la visita l’imperatore fu richiamato urgentemente a palazzo al
capezzale della regina madre malata. L’imperatore partì dunque alla volta della reggia portando con sé alcune foglie di tè. La regina, attirata dal profumo del tè chiese che le fosse servita una tazza di infuso e fu talmente colpita dall’aroma e dal gusto di
Longjing che iniziò a consumarlo regolarmente e, in poco tempo, si rimise completamente. Per rendere onore a questa bevanda Qing-Long lo nominò “tè imperiale” ed elevò a tale onore tutte e diciotto le piante del giardino del monte Shi-feng.
Il vero Longjing è prodotto presso l’omonimo villaggio , situato sulle sponde del lago Xihu.
La tradizione vuole che per ottenere il miglior gusto di Longjing, l’acqua deve essere bollita e poi raffreddata a circa 80 gradi centigradi prima di essere utilizzato per l’infusione.
Si consiglia, di bere il tè in bicchieri o tazze di vetro senza decori, sia per seguire il colore dell’infuso, ma anche per notare la foglia durante l’infusione.
….che dire, Vi aspettiamo, buon tè a tutti!
riferimenti: biblioteq
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Chiamato anche Oolong o tè blu, è il tè dalle foglie ricce come la foschia che sale dall’orrido, simili alle pieghe del degli stivali dei cavalieri tartari.
Una volta in tazza, le foglie assumono le posizioni del drago, ragion per cui sono stati soprannominati i “tè del drago”. (WU-LONG vuol dire Drago nero)
In maniera Molto (ma tanto!) semplicistica, il tè oolong è una via di mezzo tra il tè verde e il te nero.
E’ infatti un tè semifermentato le cui foglie una volta raccolte vengono immediatamente lavorate: vengono fatte appassire al sole, quindi agitate in ceste cosicché i bordi delle foglie si frantumino. Mentre la foglia lasciata a seccare ingiallisce, i bordi diventano rossastri grazie alla reazione delle sostanze chimiche rilasciate dalle foglie durante la frantumazione con l’ossigeno.
L’ORIGINE
Provengono dalla Cina Continentale e da Taiwan. Nella Regione delle Montagne del FUJIAN, le foglie sono sottoposte a fermentazione leggera (dal 12% al 20%) o Media (40%). Mentre a Taiwan (formosa) la fermentazione è più lunga. I giardini più famosi sono l’Oolong Fancy e il Dong Ding, originario della Montagna omonima, dall’infuso giallo pallido.
PROPRIETA’
Il tè Wu-long viene da sempre utilizzato dalle famiglie cinesi come farmaco casalingo.
Il tè oolong può essere considerato un alimento funzionale, grazie alle sue proprietà antiossidanti, antiobesità ed ipocolesterolemiche. Si ricava, al pari delle altre due principali qualità (il tè verde e quello nero), dall’infuso delle foglie di Camelia sinensis, preparate – però – in maniera leggermente differente.
Oltre all’elevato potere antiossidante, conferitogli principalmente dai polifenoli quercitina e catechina, il tè oolong ha dimostrato un effetto positivo sulla riduzione del peso corporeo. Tale proprietà è conferita dal discreto contenuto in caffeina e catechine (presenti in grandi quantità anche nel the verde), che sembrano avere un’azione sinergica nell’aumentare il metabolismo corporeo e la velocità di ossidazione dei grassi. Si è giunti a tale conclusione notando sperimentalmente i maggiori effetti termogeni del the oolong rispetto ad una bevanda a base di acqua e analoghe concentrazioni in caffeina.
In uno studio, il consumo di tè oolong da parte di un gruppo di persone ha aumentato l’eliminazione fecale di lipidi; da qui la conclusione che assumere regolarmente questa bevanda possa in qualche modo contribuire a ridurre l’assorbimento intestinale di colesterolo. Se a tutto ciò aggiungiamo i suo effetti antiossidanti, utili per prevenire l’ossidazione delle LDL, il consumo regolare di the oolong sembra sortire un effetto protettivo contro lo sviluppo dell’aterosclerosi.
Ovviamente non ci si può aspettare che qualche tazza di té oolong (o tè in generale)ponga rimedio agli eccessi e alle sregolatezze (non solo alimentari) che accompagnano la vita di molte persone; pur tuttavia, la sua blanda azione stimolante, coadiuvante nel promuovere la perdita di peso e protettiva sullo stress ossidativo, contribuisce a renderlo un’ottima e più salutare alternativa alla classica tazzina di caffè.
ABBINAMENTI
A parte qualche varietà dal gusto “dolce” (come ad esempio il MILKY OOLONG, che si sposa perfettamente con appunto dolci, torte, creme bruleè etc), i tè Oolong possono tranquillamente accompagnare qualsiasi tipo di pasto.
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Il matcha è un tè verde prodotto in giappone. Il giappone produce esclusivamente tè verde, alcuni dei quali di incomparabile qualità. I tè verdi giapponesi hanno caratteristiche uniche, come la ricchezza di vitamina C, le proprietà diuretiche (favoriscono la digestione) ed hanno effetti tonificanti. Il Matcha, di uno splendido colore verde, viene coltivato secondo il metodo Kabuse, le piante vengono fatte crescere nell’oscurità (te d’ombra). In questo modo il tè sarà piu ricco di vitamine, clorofilla e sali minerali ed avranno un sapore ed un profumo erbaceo. Il matcha viene prodotto dalle foglie di tè piu raffinate, quelle del Gyokuro (preziosa rugiada), le cui foglie vengono essiccate e poi ridotte in polvere da una macina di pietra. Il matcha è il tè usato (e bevuto) nel Cha No Yu, la cerimonia del tè giapponese. La polvere di tè viene mescolata all’acqua calda con un frustino di bambu (acqua a 60/70°C, frustino gia bagnato) fino ad avere una bevanda dove il tè è sospeso e non infuso.
Il matcha è un tè molto pregiato. Esistono pero diverse qualità. Oltretutto bisogna vedere bene la zona di produzione. Come per i tè cinesi (per tutti i prodotti, forse!) è Molto importante il Luogo di Produzione e l’etica della produzione. Infatti Il tè matcha obbliga il coltivatore ad una lavorazione lunga (la preparazione comincia diverse settimane prima del raccolto, quando le piante vengono coperte per evitare la luce solare, il raccolto è effettuato a mano, e per produrre 30 grammi di tè matcha serve piu di un ora)…quindi potrebbe essere improbabile trovare un tè matcha (che solitamente viene venduto in confezioni ermetiche da 30/40 grammi) a 5/6 euro….sarà sempre tè macinato, magari un Matcha di grado inferiore, anche se probabilmente non sarà prodotto secondo questi canoni o molto piu probabilmente il luogo di produzione non sarà quello proprio di origine del Te!
Il matcha non deve subire ossidazione. Un’ossidazione a questo tè comprometterebbe il sapore e le proprietà…ma anche il colore, non piu verde ma bensi sul marrone, ed un sapore di fieno appassito o verdura secca. Il matcha ultimamente è ben accetto nella cucina occidentale. Diverse ricette, non solo giapponesi (Mochi, la torta di riso; soba, i tradizionali spagheti giapponesi, e nel Wagashi, la pasticceria tradizionale) prevedono l’utilizzo di questo tè, sia per il colore e sia per il gusto esotico e verduroso.
Di seguito alcuni link su altri blog di ricette. Spero vi sia piaciuto lo scritto, perche vi assicuro, il cucinato vi piacerà! Vi aspettiamo, buona giornata!
Il carinissimo blog di rita, con tante ricette ed un’ottima descrizione!
Il blog di francesca V, tante ricette ed una ottima “zona” sul Matcha
Un blog fantastico (come il film), il pranzo di babette
Panna cotta mandorle e Matcha, dal Blog di Isabilla
…e tanti altri ancora….nel caso ne vedete o conoscete di altri, avvisateci!
Buona giornata, noi finiamo di sorseggiare questo fantastico Meng Ding Huan Ya……
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In Giappone quando si dice “tè” (お茶; ocha) si intende “tè verde” (緑茶; ryokucha), e questo è giustificato dalla sua diffusione.
In Giappone si produce esclusivamente tè verde che viene in gran parte assorbito dal mercato interno. Il tè viene coltivato in cespugli bassi, modellati per assomigliare a delle morbide onde che rendono i giardini assolutamente splendidi da vedere. Bello da vedere e buono da mangiare/bere….. ![]()
In Giappone il tè verde fu importato dalla Cina, durante la dinastia Song, grazie a Myōan Eisai, un prete buddista che inoltre introdusse la scuola Rinzai del buddismo Zen.
I tipi di tè sono classificati in base alla qualità e alle parti delle piante utilizzate, e in base al tipo di lavorazione. Ci sono grosse variazioni di prezzo e qualità all’interno di queste categorie. I migliori tè giapponesi provengono da Uji (prefettura di Kyoto), Shizuoka e Yame (prefettura di Fukuoka).
- 玉露 Gyokuro (Jade Dew)
- il nome è dovuto al colore verde pallido dell’infusione. È un tè di penombra con alto contenuto in caffeina (0.16% in infusione) ma il significativo contenuto di L-Teanina interferisce con l’assimilazione della caffeina e ne attenua gli effetti. I tipi principali sono:
- Kanro Gyokuro (il più raffinato e uno dei più costosi tè giapponesi)
- Netto Gyokuro
- 抹茶 Matcha (rubbed tea)
- le foglie vengono cotte al vapore, asciugate e ridotte in polvere finissima. È usato nella cerimonia del tè. È anche un aroma per i gelati e altri dolciumi in Giappone. Anche Matcha cresce all’ombra, come il iGyokuro. I migliori tipi sono Uji Midori e Ajirogi. Ce ne sono due tipi:
- koicha (spesso) proviene da piante di età superiore a 30 anni
- usucha (sottile) proviene da piante di età inferiore ai 30 anni
- 番茶 Bancha (common tea)
- è un tè naturalmente a basso contenuto di caffeina, e si trova nelle varianti:
- 焙じ茶 Hōjicha (pan fried tea): costituito dalle foglie più grosse dell’arbusto lievemente tostate (va lasciato in infusione per 4-5 minuti)
- 茎茶 Kukicha (stalk tea): costituito da rametti di tè leggermente tostati (va bollito per 10 minuti)
- 玄米茶 Genmaicha (Brown-Rice tea)
- derivato dal Bancha o dal Sencha, misto a riso o grano soffiato; alcuni produttori aggiungono anche un pizzico di Matcha. È povero in caffeina e ha un aroma lievemente di orzo tostato; ottimo abbinato al cioccolato.
- ….vi aspettiamo, buona giornata!
- (fonti: Wikipedia, teatimeclub)
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Le catechine (catechina, epicatechina, gallocatechina, epigallocatechina, epicatechina gallato, epigallocatechina gallato) sono un gruppo di sostanze antiossidanti appartenenti alla categoria dei flavonoidi. Contenute soprattutto nel the ed in modo particolare in quello verde – dove rappresentano circa il 20-30% del peso a secco – contribuiscono a sostenere le funzioni cardiache e concorrono al mantenimento di un buono stato di salute. Ulteriori fonti di catechine sono rappresentante dal cacao, dal cioccolato e dal vino; sono inoltre ben rappresentate anche nel regno vegetale (frutta e verdura).
L’attuale interesse per i benefici legati al regolare consumo di tè verde e dei suoi estratti è in gran parte legato alla presenza di queste sostanze.
Più catechine uguale minore incidenza di malattie cardiovascolari e tumorali. Questa equazione, emersa da diverse ricerche condotte per indagare il ruolo dei flavonoidi nell’alimentazione umana, è attribuibile alla loro già citata azione antiossidante. Una volta introdotte nell’organismo le catechine agiscono bloccando quei frammenti molecolari noti come radicali liberi che possono danneggiare le proteine ed il DNA (favorendo l’insorgenza dei tumori) ma anche la formazione, l’infiammazione e la rottura delle placche di colesterolo che minano la salute delle arterie e dell’intero organismo (i cosiddetti ateromi).
Oltre a possedere un’azione antiossidante diretta, le catechine potenziano altri sistemi antiossidanti, come quelli in cui è coinvolta la vitamina E. Le ricerche mostrano che le catechine possiedono ulteriori vantaggi per la salute, grazie alle loro proprietà epatoprotettive, immunostimolanti e agli effetti positivi sulla circolazione sanguigna e sulla pressione arteriosa.
Ovviamente, le catechine, di per sé, non bastano a spiegare gli effetti positivi associati al regolare consumo di frutta, verdura e the verde. Questi alimenti esplicano la loro azione positiva sulla salute anche per altri motivi; infatti, oltre ad aumentare il senso di sazietà e a ridurre l’introduzione di alimenti dannosi (dolciumi, fast food, carni grasse, fritture, salumi ecc.) contengono molte altre sostanze protettive che concorrono sinergicamente a renderli importanti per prevenire molte malattie e mantenersi più giovani.
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Diciamolo subito, non è un tè!
Il the di Rooibos è una bevanda di origine sudafricana. In latino il suo nome è ‘aspalatus linearis’. Il the di Rooibos è completamente senza caffeina, con un contenuto davvero povero in tannini. Ha un profumo delicato ed un gusto singolare, morbido, che ricorda molto da vicino quello delle noci.
Provarlo è un’esperienza che può sembrare dapprincipio strana, lontana dalle nostre abitudini. Se invece continuerete a berne ed imparerete ad apprezzarne il gusto singolarissimo, vi assicuriamo che non lo lascerete più.
In Italia non è molto diffuso, ma nel resto del mondo moltissima gente lo beve regolarmente e lo propone agli ospiti come bevanda rinfrescante, digestiva e calmante.
A differenza del the comune (che deriva dalla Camelia Sinensis), il the di Rooibos viene prodotto a partire dall’omonima pianta di Rooibos, che cresce nelle montagne sudafricane. Durante i mesi estivi, le piante di Rooibos vengono raccolte, fatte fermentare ed asciugate all’aria aperta. L’acqua pura, l’aria fresca della montagna ed il caldo sole africano fanno sì che le foglie diventino di color rosso mogano, il colore tipico del the di Rooibos. Il the di Rooibos è senza caffeina, senza additivi chimici, senza coloranti e con pochissimi tannini: una vera e propria fonte di benessere.
Vediamo insieme le sue caratteristiche principali:
- antivirale. Recenti studi dermatologici hanno indicato il the di Rooibos quale prezioso aiuto nella lotta contro i virus: una caratteristica, questa, particolarmente favorevole per gli atleti ad alto rendimento, che – rispetto ad atleti meno impegnati – corrono più rischi di infezioni virali.
- rimedio contro i radicali liberi. Studi scientifici hanno scoperto che il the di Rooibos contiene 9 diversi tipi di flavonoidi. Quattro di questi 9 tipi sono particolarmente potenti: sono la quercetina, la luteolina, l’isoquercetrina e la rutina. La loro sinergia, unita all’elevato contenuto in vitamina C del the stesso (1,5 mg per ml), dà come risultato una potente azione antiossidante, capace di combattere i radicali liberi presenti nel corpo umano. In questo senso, il the di Rooibos è particolarmente indicato a chi ha più di 40 anni ed è fisicamente attivo; infatti, più l’età è avanzata, meno il corpo può combattere autonomamente i radicali liberi. Bere questo tipo di the, dunque, contribuisce a mantenere bassa la quantità di radicali liberi e, quindi, ad avere un organismo più difeso.
- rimedio per i bimbi. Se i vostri piccoli soffrono di coliche, insonnia, spasmi allo stomaco, vomito, diarrea o nausea, il rimedio è il the di Rooibos. Grazie alle sue proprietà antispasmodiche e calmanti, questo tè regola il sistema digestivo dei bimbi e assicura loro un buon sonno profondo. C’è da considerare, inoltre, che il the di Rooibos ha un contenuto estremamente basso in tannini: questo significa che, se lo farete bere ai vostri bimbi, le loro riserve di ferro non si abbasseranno; inoltre, il suo contenuto in calcio rappresenta un rinforzo per i loro denti e le loro ossa. E ancora: il contenuto in magnesio e zinco e l’assenza di caffeina assicura loro una corretta crescita dei capelli e uno sviluppo assolutamente normale del sistema nervoso. Da ultimo, è interessante sapere che il the di Rooibos può essere usato efficacemente (sotto forma di impacchi fatti con l’infuso e una pezzuola di cotone) nella cura delle macchie cutanee causate dall’uso costante del pannolino.
- rimedio post-sbornia. Ovviamente non consigliamo l’assunzione di bevande alcooliche; se però vi capitasse di alzare un po’ troppo il gomito, sappiate che il the di Rooibos contiene – tra l’altro – anche acidi carbossilici isolati, conosciuti per la loro efficace azione nel trattamento dei postumi di una sbornia.
Ecco, credo vale la pena provare!
da www.erboristeriedelladda.it

Il Rooibos
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I tè bianchi sono prodotti quasi esclusivamente in Cina e sono considerati tra i più pregiati. Di norma vengono destinate a questa produzione le giovani gemme della camelia, ancora da schiudersi e ricoperte da una leggera peluria bianca. Sono foglie quindi molto delicate ed è anche per questo che subiscono il minor trattamento possibile: dopo la raccolta e la pulitura, infatti, vengono semplicemente essicate, inibendo al massimo i processi di ossidiazione.
Il loro gusto è molto meno erbaceo dei tè verdi, anzi, quasi dolciastro, il colore può variare dal giallo pallido all’ocra, secondo la selezione delle foglie. Il contenuto di caffeina/teina è mediamente piu basso degli altri tipi di tè. Altra caratteristica che ha reso i tè bianchi ceebri e di moda è la maggior concentrazione di POLIFENOLI rispetto ai tè verdi.
I polifenoli ricordiamo, sono antiossidanti naturali presenti nelle piante (oligoelementi polifenolici del tipo bioflavonoidi noti come procianidrine, proantocianidine, leucoantocianidrine, piconogenoli, tannini, ecc.) e possono risultare utili nella prevenzione dell’ossidazione delle lipoproteine e nel “sequestrare” i radicali liberi; sono accertati inoltre effetti biomedici positivi a livello cardiovascolare, di malattie legate alla senescenza e di arresto della crescita tumorale).
Oltre alla ricchezza di polifenoli, alcuni studi ancora in fase sperimentale hanno confermato la sua capacita di bloccare il deterioramento del DNA e la sua propensione a sviluppare e rafforzare il sistema immunitario.
Sembra aiuti a prevenire la carie, proteggendo da virus e batteri.
Contiene 230 componenti chimici fra i quali spiccano teina (teofillina e teobromina), adenina, tannini o polifenoli, quercitina, vitamina H e vitamina K, vitamine del gruppo B, calcio, ferro, fluoro ed è privo di valore calorico. La teofillina e la teobromina sono dei vasodilatatori e diuretici naturali tuttora utilizzati dalla farmacologia, i tannini possono ridurre l’assorbimento intestinale del ferro (nei casi di introduzione di grosse quantità di tè) e danno la sensazione di bocca asciutta e l’effetto astringente sull’intestino, sensazione dovuta al fatto che i tannini provocano una diminuzione dell’acqua contenuta nei tessuti (soprattutto quelli della mucosa della bocca e dell’intestino), la quercitina appartenente alla famiglia dei flavonoidi ha ottime proprietà antiossidanti.
Il tè non è adatto ai bimbi piccoli, a coloro che soffrono di gastriti ipersecretive e di ulcera duodenale poiché esercita un discreto stimolo sulla secrezione gastrica.

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In passato i tè Pu Erh venivano conservati per anni sotto la terra umida, ottenendo così la lorofragranza unica e il gusto forte e terroso.
Oggi i tè Pu Erh, dopo la fermentazione, vengono inumiditi
di nuovo e conservati in cantine buie. Il tè post-fermentatodalla provincia dello Yunnan dà un infuso rosso scuro con un gusto intenso e terroso.
Il te Pu’er (o Pu-Erh) (TP) deve il suo nome alla zona di produzione, la provincia cinese di Pu’er situata nella regione di Ying-Shen (l’odierna Simao) nello Yunnan, da cui deriva il nome originale del Te Pu erh o Ying Shen Cha. E’ prodotto utilizzando una varietà di Cammelia Sinensis conosciuta
come Da Ye (Grande Foglia), presente nel sud est della Cina, in Vietnam, Laos e India. In ogni caso la zona d’elezione per la produzione del Te Pu erh è lo Yunnan ed in particolare la zona nota con il nome di Sei Famose Montagne del Tè (Liù Dà Chà Shan). Si tratta di un gruppo montuoso dello Xishuangbanna in cui le montagne sono molto ravvicinate le une alle altre, dotato di particolari condizioni climatiche e di suolo che favoriscono la produzione del TP e che conferiscono al prodotto un sapore assolutamente unico. La caratteristica che lo rende completamente diverso dai
tè convenzionali, sta nel fatto che può essere consumato immediatamente dopo la preparazione oppure fatto stagionare anche per diversi anni, metodo che permette di sviluppare gusto e proprietà molto particolari.
Il te Pu Erh può tranquillamente essere preparato in maniera tradizionale:
12 grammi per litro (una tazza 3 grammi), temperatura dell’acqua 80° C, tempo di infusione 3-5 min.
Il metodo tradizionale di preparazione è il seguente:
Preparazione delle foglie:
sia che si tratti di un TP a foglia sciolta sia che si tratti di un pressato e
buona norma effettuare un lavaggio, distinguendo: sheng cha un solo lavaggio di circa 10-15 secondi, shu cha due lavaggi consecutivi della stessa durata. Ovviamente la temperatura dell’acqua sarà quella utilizzata per l’infusione, scelta in base alla tipologia di TP impiegato.
Infusione:
il TP sia in forma compressa che sciolta si presta a numerose infusioni. Da un minimo di 4-5 ad un massimo di 10-15. Il tempo richiesto varia a seconda della tipologia e del tipo di lavorazione. In linea di massima è buona norma utilizzare un tempo variabile tra i 15-20 secondi perla prima infusione e aumentare di 5-10 secondi nelle infusioni successive, a seconda del gusto
personale in favore cioè di un’infusione più carica o più delicata.

Il tè pu erh
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Il tè verde.
Adieta presenta a partire da questo mese una serie di monografie dedicate agli alimenti di notevole interesse per la salute umana.
Iniziamo dal tè verde, di cui ci siamo occupati parecchie volte nel corso dei nostri appuntamenti, e che, a parer nostro, è la sostanza più studiata nel corso degli ultimi anni.
Il tè è una pianta arbustiva (Camelia sinensis) della famiglia delle Teacee e dell’ordine delle Guttiferali, già coltivata in Cina e in Giappone fra il IV e l’ VIII secolo d.C.
Da lì si diffuse in India, in Indonesia e a Ceylon. È coltivata per le sue foglie dalle quali si ottiene per infusione l’omonima bevanda.
Le foglie contengono caffeina (o teina, 2- 4 %, 20-30 mg circa per una tazza), catechine (fino al 10 %, talvolta indicato come tannino) e sostanze aromatiche e vengono raccolte al terzo anno di vita della pianta. La pianta del tè è coltivata in più di 30 paesi al mondo. È ormai noto che il tè è la bevanda più utilizzata al mondo dopo l’acqua, con un consumo medio pro capite di circa 120 ml/die. La differente lavorazione delle foglie dà origine ai differenti tipi di tè: verde, nero ed oolong.
La maggior parte del tè prodotto è del tipo “nero” ed è consumato in Europa, Stati Uniti, India ed Australia; il tè verde è invece preferito in Cina, Giappone, Estremo Oriente, Arabia ed alcune zone dell’Africa settentrionale. Il tè verde o tè vergine (Camelia thea) è una bevanda ricavata dalle foglie più giovani e dai boccioli vergini, senza ricorrere alla fermentazione, che pur donando al tè il colore ed il particolare aroma, lo priva di importanti elementi (soprattutto antiossidanti) e ne aumenta il contenuto di teina (sostanza molto eccitante simile alla caffeina).
Per produrre il tè verde, le foglie fresche raccolte vengono rapidamente trattate con vapore o a secco per inattivare gli enzimi, prevenire la fermentazione e dare origine ad un prodotto secco stabile.
Quello che beviamo normalmente in Occidente è il tè nero: le foglie, dopo essere state raccolte, sono scaldate all’aria per un giorno, arrotolate e fatte fermentare in luoghi umidi (un processo che fa perdere gran parte dei principi attivi della pianta).
Se invece le stesse foglie, appena raccolte, vengono “lavate” a vapore e subito seccate per impedirne la fermentazione, si ottiene, appunto, il tè verde.
Grazie a questa lavorazione al loro interno rimangono maggiori quantità di catechine ed altri polifenoli ( i componenti più attivi e salutari) e si perde un po’ di teina (o caffeina). Il tè verde, insomma, è un concentrato di sostanze preziose.
Per mantenere inalterati i principi attivi, però, bisogna saperlo preparare correttamente: l’acqua bollente, infatti, deteriora le foglie di tè verde, e poi bisogna ricordarsi di non aggiungere latte, perché proprio la caseina del latte rischia di neutralizzare i polifenoli, le componenti più benefiche del tè verde.
Come accennato, il tè verde contiene prevalentemente catechine ma contiene anche: bioflavonoidi, tannini, saponine, vitamine (C,B,E,K), betacarotene, minerali (Zinco, Manganese, Potassio, Magnesio), alcaloidi, polifenoli.
Una tipica bevanda a base di tè preparata con 1g di foglie in 100ml di acqua, in infusione per 3 minuti, di solito contiene circa 250-350 mg di tè solido, comprendendo circa il 30-42% di catechine e 3-6% di caffeina.
Le catechine sono una categoria di potenti flavonoidi antiossidanti, le quali si trovano in molte piante e conferiscono il suo caratteristico colore e sapore.
Il tè verde, grazie alle catechine, ha proprietà antiossidanti e agendo sull’enzima HMG-CoA-reduttasi può ridurre il tasso di colesterolo.
Alcune ricerche affermano che contrasterebbe l’Helicobacter pilori responsabile dell’ulcera.
Aumenterebbe la concentrazione mentale e ridurrebbe il senso di affaticamento, incrementando l’utilizzo dei grassi a scopo energetico (ne conseguirebbe perciò una riduzione del grasso corporeo, anche se minima: per avere un’azione efficace occorre berne circa 1 litro al giorno).
A differenza di altre erbe, il tè verde mantiene almeno in parte ciò che promette ed essendo una bevanda gradevole può essere impiegato senza problemi (è solo sconsigliato a chi soffre in modo particolare gli eccitanti); chi impiega le foglie utilizzando una infusiera può utilizzarle almeno due o tre volte.
I risultati degli studi epidemiologici
I dati disponibili relativi agli effetti del tè sulla salute derivano principalmente da studi epidemiologici che hanno delineato un rapporto di proporzionalità inversa tra consumo di tè verde ed insorgenza di tumori nel tratto gastro-intestinale.
Uno studio condotto su un campione di soggetti olandesi, ha mostrato una associazione tra una dieta molto ricca in flavonoidi (61% dal tè, 13% da cipolle, 10% da mele) ed un ridotto rischio di malattie cardiache.
Una successiva indagine, sullo stesso campione di soggetti, ha evidenziato una riduzione del 69% del rischio di infarto tra coloro che assumevano almeno 4 tazze di tè al giorno.
Un recente studio caso-controllo su 340 soggetti con storia di infarto, condotto negli Usa, ha mostrato una riduzione di circa il 50% del rischio di infarto tra i consumatori di una tazza almeno di tè al giorno rispetto ai soggetti che non ne consumano affatto.
Inoltre, uno studio recente in vivo ha riferito che l’assunzione di 8 tazze di tè verde (0.5 g di tè solido/tazza) al giorno per almeno 3 giorni, porta ad avere una quantità di catechine legate alle LDL plasmatiche maggiore del 10% delle catechine plasmatiche totali, ma ciò non è sufficiente ad aumentare la resistenza delle LDL all’ossidazione.
Nonostante questi risultati contrastanti si ritiene che le catechine abbiano un potente effetto inibitorio sull’ossidazione delle LDL sia in vitro che in vivo; il consumo giornaliero di catechine (equivalente a 740 ml di tè=7/8 tazze) per una settimana prolunga significativamente nell’uomo il tempo di latenza dell’ossidazione delle LDL.
Nel 1986, Muromastu e altri, per primi, dimostrarono come su ratti svezzati nutriti con una dieta ricca di colesterolo contenente un insieme di catechine, l’escrezione fecale di colesterolo aumentasse significativamente.
Numerosi studi suggeriscono la possibile inibizione da parte delle catechine sugli enzimi lipolitici pancreatici, ecco perché interferirebbero sulla digestione e sull’assorbimento dei lipidi.
I polifenoli del tè ed il rischio di malattie coronariche
L’effetto preventivo del consumo di tè verde nell’aterosclerosi e nelle malattie coronariche. Il consumo di tè è inoltre utile nel ridurre il rischio di ipertensione.
In uno studio a lungo termine olandese, il consumo di tè fu associato a un più basso rischio di morte per patologie coronariche e una maggiore incidenza di ictus. In un altro studio olandese follow-up, fu osservata una inversa associazione tra assunzione di tè e aterosclerosi aortica severa.
Tè e cancro
Il tè viene considerata una bevanda protettiva nei confronti del cancro come dimostrato in modelli animali. Questi modelli includono i tumori di pelle, polmone, esofago, stomaco, fegato, piccolo intestino, pancreas, colon, vescica, prostata e glande.
Il tè ha un’attività inibitoria contro la cancerogenesi quando viene somministrato all’inizio.
In uno studio caso-controllo condotto in Cina, il frequente consumo di tè verde si è dimostrato associato ad una incidenza più bassa del tumore all’esofago, soprattutto tra coloro che non fumavano e non consumavano alcol.
Studi in Giappone, Turchia del nord e Svezia centrale hanno dimostrato l’effetto protettivo del tè contro il tumore allo stomaco. In Giappone le donne che consumavano più di 10 tazze (2 litri) di tè al giorno, hanno mostrato un minor rischio per tutti i tumori e un aumento del consumo di tè fu associato ad un più basso rischio di metastasi tumorali e di ricadute.
Numerosi altri studi invece non mostrarono alcuna relazione tra consumo di tè e cancro. Ad esempio nel “Netherland Cohort Study on Diet and Cancer”, il consumo di tè nero non mostrò alcun effetto sui tumori a stomaco, colon-retto, polmone e mammella. Sembra che i maggiori reports che mostrano gli effetti positivi del tè, siano condotti tra gli Asiatici che bevono principalmente tè verde, mentre gli studi sugli Europei che bevono tè nero hanno evidenziato meno effetti protettivi.
Ciò è dovuto al fatto che l’attività protettiva del tè verde è più forte di quella del tè nero.
Tè verde e malattie neurologiche
Due tazze al giorno aiuterebbero a prevenire da Parkinson e Alzheimer. Berlo regolarmente sarebbe una specie di elisir di giovinezza per il cervello.
I ricercatori dell’Università di Tohoku, in Giappone, sostengono che più tazze di tè si bevono, minore è la perdita delle facoltà cognitive.
Nelle foglie della bevanda ci sono anche alcuni componenti che sono in grado di proteggere le cellule cerebrali dai danni tipici delle malattie neurodegenerative.
Le conclusioni spiegherebbero le insolite percentuali, particolarmente basse, di forme di demenza senile in Giappone dove, da secoli, il tè verde è un rito oltre che una piacevole abitudine.
Dieta e salute
Sulla base di tutte queste considerazioni fin qui fatte, ricordiamo le multi proprietà del tè verde: Regolazione del metabolismo – Ha effetti ipoglicemizzanti, riduce l’assorbimento degli zuccheri ed induce una importante attività lipolitica che favorisce l’eliminazione dei grassi dagli adipociti per stimolazione enzimatica;
Toniche – Induce rilevanti effetti anti stanchezza;
Rimineralizzanti – Utile per pelle, capelli e ossa;
Antiossidanti – Combatte efficacemente i radicali liberi, fa parte degli alimenti utili nella prevenzione dei tumori, rallenta i processi di invecchiamento, risulta utilissimo per tamponare gli effetti negativi del fumo;
Immunitarie – Risulta utile al rafforzamento del sistema immunitario;
Alcaline – Neutralizza l’acidità di stomaco;
Anti carie – Per l’azione del fluoro
Amico delle dieta – riduce l’assorbimento dei grassi. I suoi estratti fanno salire in maniera significativa il consumo giornaliero di calorie (circa il 4%). Effetto dovuto ancora una volta dalle catechine.
Ottimo nella menopausa – E’ stata pubblicata una ricerca sull’American Journal of Clinical Nutrition in cui si dice che una tazza di tè verde al giorno aumenta la densità ossea nelle donne in menopausa.
e inoltre: assicura un buon funzionamento del fegato, dei reni, mantiene costante il ritmo cardiaco, protegge dalle infezioni digestive e respiratorie, abbassa la pressione sanguigna, facilita la digestione, aiuta nel mal di testa, nell’esaurimento, nei dolori reumatici, rende innocui certi veleni ambientali, abbassa il rischio di infarto, è utile nelle malattie epatiche, ha un’azione distensiva sul sistema nervoso, è efficace contro la diarrea ed il bacillo del Colera e della Salmonella, regola il flusso biliare, protegge dalle radiazioni e dallo Stronzio 90, riduce la peristalsi intestinale, ha una leggera azione astringente, riduce le reazioni infiammatorie da raggi ultravioletti, accelera tutti i processi di guarigione, previene l’alito cattivo, indicato nella osteoporosi, ha un leggero effetto diuretico ed è quindi utile in chi soffre di disfunzioni renali.
Contiene derivati polifenolici ( flavonoidi, acido clorogenico, caffeico, tannini) che conferiscono al tè verde un’azione meno dannosa rispetto all’alta percentuale di caffeina del caffè.
La caffeina, o la teina, sono gli stimolanti del Sistema Nervoso Centrale, aumentano la concentrazione, l’attenzione e la vigilanza. In più il tè sembra abbia un’azione coagulante, cioè aiuta la coagulazione del sangue per la presenza della vitamina K e aiuta quindi la cicatrizzazione delle ferite. Come uso esterno il tè verde ha attività lenitiva, antipruriginosa ed emostatica sulle ferite.
da:www.adieta.it






